Il piacere

Il tema del piacere, inteso come energia vitale per stare bene e riuscire a dare forma ai propri talenti a vantaggio sia di se stessi che di chi ci circonda, dal 2017/2018 è diventato il fulcro per lo sviluppo delle attività della nostra associazione basate appunto sul piacere di chi le propone e di chi vi partecipa, con particolare attenzione alle persone con disabilità.

In questa pagina riportiamo alcuni brevi passi di illustri studiosi che trattano questo tema:

Un totale coinvolgimento con ciò che si sta facendo è la condizione essenziale del piacere…
.. Il piacere è la forza creativa della vita. E’ l’unica forza abbastanza possente da opporsi alla potenziale distruttività del potere…
… Il piacere richiede un serio atteggiamento nei confronti della vita, un coinvolgimento con la propria esperienza ed il proprio lavoro. Potrebbe essere visto come il compito della vita..
… Una persona “viva” è sensibile e creativa. Grazie alla sua sensibilità si trova in sintonia con il piacere e la sua pulsione creativa lo spinge a ricercare la realizzazione. Il piacere di vivere stimola la creatività e l’espansività e la creatività accresce la gioia ed il piacere di vivere” (Alexander Lowen, psichiatra e psicoterapeuta statunitense: Lowen, Il Piacere, Astrolabio)

… Ann fu condotta da me in carrozzina…Aveva un drenaggio nel ginocchio destro. Il ginocchio era stato leso in un incidente e successivamente si era infettato in ospedale. Adesso aveva dolori atroci al ginocchio. L’infezione si stava estendendo ad altre parti della gamba… Stava diventando difficile manipolarla perché, a causa del terrore e del male, si difendeva da qualsiasi contatto fisico… Cominciai col chiederle di dirmi fin dove potevo avvicinarmi a lei.. promettendole che non avrei fatto nulla che le avrebbe potuto fare male… Finalmente potei arrivarle abbastanza vicino da chiederle se potevamo stringerci la mano… Poi cominciai a fare con Ann un altro gioco…le chiesi se potevo toccare la sua testa… “… Quanto male ti fa il modo in cui ti tocco adesso?” Lei rispose che le piaceva…allora le chiesi di sviluppare un’altra scala: una scala del piacere. … In sostanza ricreammo una mappa del suo corpo tale che, invece di essere tutta la persona a sentire stress e dolore, e specialmente il ginocchio, ora lei aveva un corpo che si sentiva bene quasi dappertutto…. Cominciò a costruire una scala del piacere per il suo corpo, invece di una scala di assenza di dolore… Alla fine Ann fu in grado di appoggiarsi per la prima volta dopo settimane sul piede destro. Incredula lei stessa riuscì a fare qualche passo fino alla sedia a rotelle… Alcuni giorni dopo … ricevetti una telefonata dal suo medico… che mi diceva che il ginocchio aveva iniziato uno straordinario processo di guarigione. Lui ed i suoi colleghi avevano preso in considerazione l’eventualità di amputare la gamba ma ora avevano deciso che sicuramente l’operazione non sarebbe stata più necessaria… Ann stava già cominciando a mangiare e a fare brevi passeggiate.” (Il Piacere di F. Wildman in “The Feldenkrais Journal N°6, Winter 1991)

“Il piacere è semplicemente il suono prodotto dall’essere centrati… Ogni volta che ti piace qualcosa sei in armonia con te stesso e con l’universo…”. (Osho, mistico e maestro spirituale indiano: Osho, Meditazione per chi ha fretta, Mondadori – pag. 217-221).

“Ciò di cui ora abbiamo bisogno è un’educazione universale per l’autorealizzazione e la felicità, per la coscienza e per una società sana. Mi riferisco alla “mente patriarcale” che disprezza le donne ed ignora i bambini, alla mente che esulta come ideale di civiltà per aver messo il successo competitivo maschile sopra alla solidarietà materna ed alla spontaneità del bambino divino che vive in ognuno di noi, e che abbiamo imparato a schiacciare e disprezzare quando criminalizziamo il “principio del piacere”. Penso che l’unica cura del nostro male collettivo sia il superamento dell’ordine patriarcale che abbiamo instaurato nel processo di civilizzazione e di sostituirlo con una “trinità” in cui si equilibrano nella coscienza individuale, nella famiglia e nei valori universali: l’intelletto, l’amore e l’istinto, che sono come padre, madre e figlio.” (Claudio Naranjo, psichiatra, psicoterapeuta, antropologo cileno: http://cstg.it/wp-content/uploads/2017/12/volantino-BZ-Naranjo-7-dic2017.pdf)